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Pittura

Canto libero

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olio su tela, tela, 2018

Il dipinto rappresenta il concetto di Libertas.
Non una libertà qualsiasi, non quella parola abusata nei talk-show o sventolata nei cortei domenicali: parlo di Libertas, la divinità romana, arcaica e solenne, che presiede al sacro diritto di essere sé stessi.
E chi la rappresenta, in questo mio quadro, non è un’astrazione, ma un corpo vivo: il mio gatto.
Sì, un gatto. Perché era proprio un gatto – animale libero per antonomasia – a giacere ai piedi della dea nei templi e nelle iconografie antiche, simbolo eloquente di un andare e venire senza vincolo, senza padrone.

Prima che la libertà diventasse una questione politica o giuridica, essa era una qualità divina, prerogativa esclusiva del cittadino romano. La dea Libertas sedeva, fiera e composta, affiancata da Abeona e Adeona – la prima, \"colei che va\"; la seconda, \"colei che torna\" – due forze opposte e complementari, poi assorbite in Giunone, la Regina degli dèi.

Nel mio dipinto, Giunone è presente: troneggia con lo scettro ornato di fiori di cuculo, incoronata d’oro. Ai suoi piedi, il mio gatto – la mia Libertas. 

Il messaggio è chiaro: l\'autorità autentica è femminile, e la grazia è la sua arma. La donna è davvero libera solo quando è cosciente del proprio potere.

Di fronte a lei, Minerva, armata di corazza, elmo e lancia dorata: la forza, sì, ma temperata dalla saggezza. Perché il potere, senza sapienza, si fa tirannide.

Sopra di loro, un’aquila dalle piume d’oro: è Giove, il Re degli dèi, la suprema autorità. Completa la triade sacra con Giunone e Minerva – l’essenza stessa della civiltà romana.

E in alto, a sovrastare tutto, il Dio Sole: radiante, onnipresente, eterno. È la verità che non teme ombre, la luce che tutto rivela.

Al centro, ci sono io. Il mio autoritratto, con lo sguardo rivolto in alto, verso ciò che non si vede, ma si percepisce: lo spirituale, l’assoluto.
La fotografia, lo dico con dispiacere, non restituisce la verità dei colori: ciò che sembra marrone, è oro. Quello che pare ombra, è luce.

Questo è il mio tributo alla libertà. Non quella dei proclami, ma quella degli dèi. (Antonia Calabrese).

olio su tela

Pittura

1400,00 €

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LibertasGiunoneMinervaAquilaGioveDioSolegattodivinità

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